Italo Bocchino a Bucarest: “Perché l’Italia è di destra”, un libro che ha riunito leader politici conservatori e una sala gremita

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Foto Atlas News
  1. La presentazione del volume Perché l’Italia è di destra. Contro le bugie della sinistra, firmato da Italo Bocchino, ha trasformato Bucarest, per una sera, in un autentico spazio di dibattito politico europeo. L’evento ha superato il perimetro di una semplice presentazione editoriale, configurandosi come un incontro di idee, posizionamenti e messaggi politici chiari, in una sala piena e con una partecipazione numerosa e attenta.

Organizzata da Circolo Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni Romania, in collaborazione con l’Istituto Conservatore Mihai Eminescu, la presentazione ha riunito leader politici, rappresentanti della comunità italiana in Romania, membri del mondo associativo, diplomatici, imprenditori e un pubblico interessato alle grandi trasformazioni ideologiche che attraversano l’Europa.

Un libro sull’Italia, ma anche sull’Europa di domani

Il libro di Italo Bocchino parte da una domanda apparentemente semplice – perché l’Italia è di destra – per costruire un’analisi ampia sulla continuità politica, l’identità nazionale e la resilienza dei valori conservatori in una società occidentale profondamente segnata da cambiamenti economici, culturali e demografici.

L’autore ripercorre l’evoluzione dell’Italia dal secondo dopoguerra a oggi, dal ruolo della Democrazia Cristiana all’ascesa della destra contemporanea, analizzando il rapporto tra Stato e nazione, la sovranità democratica, la migrazione, le pressioni delle istituzioni europee e il modo in cui l’elettorato reagisce a queste dinamiche. Il libro non è un’opera teorica, ma una lettura costruita dall’interno della vita pubblica italiana, con argomentazioni chiare e assunte apertamente.

Interventi che hanno dato peso all’evento

Uno dei momenti centrali della serata è stato l’intervento di George Simion, vicepresidente degli European Conservatives and Reformists e presidente dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR).

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Nel suo discorso, George Simion ha parlato esplicitamente dell’amicizia storica tra Italia e Romania, sottolineando il legame profondo tra le due nazioni, costruito su valori comuni, su una diaspora numerosa e su una convergenza naturale di interessi politici e culturali. Ha evidenziato il ruolo della comunità italiana in Romania e di quella romena in Italia come veri ponti tra i due Stati.

Allo stesso tempo, il leader di AUR ha insistito sull’importanza del movimento conservatore a livello europeo, affermando che l’Europa attraversa una fase di riallineamento ideologico, in cui sovranità, identità e democrazia diventano temi centrali. In questo contesto, la cooperazione tra le forze conservatrici di Romania e Italia non è congiunturale, ma parte di un progetto europeo più ampio, volto a offrire un’alternativa al centralismo burocratico e all’omologazione culturale.

La sua presenza ha conferito all’evento una chiara dimensione politica, collegando i messaggi del libro alla realtà attuale della scena europea.

La voce della diaspora italiana e delle comunità europee

Un altro momento significativo è stato l’intervento di Giuseppe Stabile, vice-segretario generale per l’Europa e il Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, membro della Commissione per i Diritti Civili, le Politiche e la Partecipazione. Stabile ha richiamato l’attenzione sul ruolo della diaspora italiana nel mantenimento dell’identità nazionale e nella costruzione di una partecipazione civica attiva a livello europeo.

Accanto a lui sono intervenuti Gianni Calderone, presidente del Com.It.Es Romania, da anni impegnato in progetti di cooperazione tra Italia e Romania, il dott. Michelangelo Rosso, rappresentante del mondo economico italiano nella regione, e Alessandro Boccaletti, coordinatore Europeo e dei Comites Mondo della Lega, ognuno offrendo prospettive complementari sul rapporto tra politica, comunità ed economia.

L’intervento dell’autore

Nel suo intervento, l’autore del volume, Italo Bocchino, ha spiegato le ragioni alla base del titolo “Perché l’Italia è di destra”, sostenendo che l’orientamento politico dell’Italia è il risultato di un processo di lungo periodo e di scelte elettorali ripetute, non di un contesto temporaneo. Bocchino ha parlato del rapporto tra identità nazionale, sovranità e aspettative dell’elettorato, sottolineando come questi elementi abbiano influenzato in modo decisivo l’evoluzione della scena politica italiana.

L’autore ha inoltre osservato che, a suo avviso, il dibattito politico europeo è spesso dominato da etichette ideologiche, mentre le spiegazioni di fondo sul comportamento elettorale e sui cambiamenti sociali vengono frequentemente trascurate. Il suo intervento si è inserito coerentemente nella linea tematica del libro, contribuendo a chiarire il messaggio centrale del volume davanti al pubblico presente.

Ringraziamenti e conclusione

Al termine della serata, gli organizzatori hanno rivolto un ringraziamento speciale a Lino Pasquale Elicona, presidente di Fratelli d’Italia Romania e promotore dell’evento, per il ruolo svolto nell’organizzazione della presentazione e nel rafforzamento delle relazioni romeno-italiane, così come a Samuel Zărnescu, direttore dei programmi dell’Istituto Conservatore Mihai Eminescu, per il costante sostegno allo sviluppo di uno spazio di dibattito conservatore in Romania.

La presentazione del volume “Perché l’Italia è di destra” ha dimostrato che Bucarest può diventare un punto rilevante sulla mappa dei dibattiti ideologici europei e che esiste un pubblico maturo, interessato alle idee, all’identità e alla direzione politica, al di là del rumore quotidiano della scena pubblica.

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